La Voce del Quartiere
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Un chiaro NO allo smantellamento del Paese di Non fosse altro che per due motivi che bisogna votare NO alla riforma costituzionale voluta dalla ex maggioranza parlamentare. Il primo è che non bisogna diventare complici di una azione riformatrice connotata da ricatti di coloro i quali l’hanno messa in campo; il secondo per non dare forza ad una vendetta assurda rivendicata da un personaggio che non è riuscito - e forse non ci riuscirà mai-a metabolizzare una sconfitta elettorale sul versante della politica e va cercando rivalse sul versante istituzionale così come dovrebbe essere vista e gestita la imminente consultazione referendaria. Basterebbero già queste due ragioni per respingere al mittente il "pastrocchio" e far capire -se potrà mai capirlo- che non si baratta l’interesse nazionale con il tornaconto personale , fosse questo soltanto supportato da fanatismi e presunzioni che mai e poi mai dovrebbero alimentare una contesa politica. Gli italiani, offesi ancora una volta nella loro dignità di cittadini e degni di essere chiamati tali, sono quelli che andranno a votare NO e col voto daranno un colpo di ramazza alla riforma e faranno capire -ma lo capirà?- a chi ha perduto le elezioni che la scena è cambiata ed è bene farsene una ragione e mettersi da parte. A seguire vengono le ragioni politiche. Si vota NO non per motivi ideologici ma per non distruggere il patrimonio di valori che cementa l’unità del Paese ; si vota NO per non avere tante sanità, tante scuole e tante polizie locali; si vota NO per non dividere la nazione e aggravare il gap tra ricchi e poveri; si vota NO per tenere coeso il tessuto democratico e ristabilire la cultura della sussidiarietà e della solidarietà nazionale. E per finire. Si vota NO per
non avallare la voglia di presidenzialismo esasperato - quasi al limite di
una dittatura sudamericana- maturata e legiferata da chi riteneva di
rivestire i panni di un moderno Napoleone solo perché s’era "fatto da
solo" e non era capace di capire che a tutto c’è un limite e che il denaro
non assicura il compimento della felicità.
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