La Voce del Quartiere
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UNA RAPINA BEN RIUSCITA:
"DEMOCRATICAMENTE" di Che c’azzecca l’ENAM con la manovra finanziaria costruita per far fronte alla crisi che ha aggredito il Paese? Quando mai l’Ente Nazionale Assistenza Magistrale ha utilizzato fondi dello Stato per far fronte alle attività per le quali fu costituito nel lontano 1947? E perché oggi, nella frenesia distruttrice di questa sconsiderata compagine governativa (e con gli accoliti proni a sostenerne i nefasti oscuri intendimenti!) deve cadere questo Ente che per più di sessant’anni ha assistito migliaia di operatori scolastici, traendo risorse solo ed esclusivamente dai contributi dei suoi iscritti, maestri,direttori ed ispettori della scuola materna ed elementare così come si chiamavano quando la scuola era cosa seria con un preciso status identitario e non il circo sconquassato ed irridente degli attuali giocolieri? Ma cos’è l’ENAM , questo Ente di assistenza; per che cosa nacque e cosa fa ancora e cosa rappresenta? Ci scusino i lettori, ma va dato almeno l’onore del saluto epicediale per un organismo sano e generoso prima che una mano liberticida ne decreti la fine. L’ENAM rappresenta un valore che oggi non va più di moda, il valore della solidarietà fra eguali nei punti di partenza e che, per ragioni varie, diventano diseguali nei percorsi della vita. E’ una mano amica che, col contributo di tutti, allevia le difficoltà di tanti che ne richiedono l’intervento e dà la possibilità di fruire di scampoli di qualità a coloro che si avvalgono delle sue offerte culturali, ricreative e formative. Lungo sarebbe l’elenco delle attività che l’Ente svolge a favore della categoria magistrale. Ci s’impegna in una narrazione scarna ma significativa per denunciare quanto si perderà se l’infelice emendamento alla manovra finanziaria presentato dalla lombarda senatrice Germontani –giurista d’impresa- in seno alla V Commissione Permamente Bilancio del Senato già approvato con voto di fiducia e in attesa di fare lo stesso percorso a Montecitorio, con un ulteriore colpo di mano sì che nessuna discussione si può tenere in merito ai provvedimenti iscritti in finanziaria -dovesse essere definitivamente accolto ed approvato. L’ENAM fa assistenza straordinaria in favore d’iscritti o di superstiti di iscritti che, in conseguenza di eventi particolari, siano venuti a trovarsi in grave stato di bisogno; fa assistenza culturale per favorire la formazione culturale e professionale degli iscritti in servizio; fa assistenza sanitaria a carattere ordinario e straordinario ad integrazione dell’assistenza erogata dal sistema sanitario nazionale; assiste gli iscritti in quiescenza e i loro congiunti attraverso la concessione di contributi straordinari per l’assistenza agli iscritti anziani non autosufficienti. Ancora, fa assistenza per i superstiti degli iscritti deceduti in attività di servizio attraverso assegni di solidarietà e assegni temporanei integrativi; dà la concessione di piccoli prestiti a tasso agevolato e l’assistenza scolastica per i figli degli iscritti, gli orfani degli stessi e categorie equiparate, per agevolarne la frequenza della scuola e il raggiungimento dei gradi più alti degli studi. E’, come si vede, un Ente che svolge un’assistenza a tutto campo a favore della categoria magistrale, che è chiamata a versare una quota obbligatoria ( lo 0.8 % della retribuzione mensile) che rappresenta l’unica fonte di sostentamento cui far capo per le sue attività. Come patrimonio degli iscritti, l’Ente possiede un solido ed ingente capitale mobiliare ed immobiliare (è questo che fa gola?) costituito in gran parte di case di soggiorno e cura a Fano, Farra di Soligo, Fiuggi, Lorica, San Cristoforo al Lago, Silvi Marina, Ostia Lido e Chianciano, sedi di proprietà esclusiva delle classi magistrali e che, se verrà approvato l’infausto emendamento di cui sopra, passeranno automaticamente all’INPDAP, nel gran carrozzone che tutti conosciamo, ove si disperderanno energie e risorse con le residue speranze di vivere ancora in un Paese civile e democratico. Armando Covarelli, coraggioso e storico presidente, difese l’Ente alla fine degli anni ‘80 facendolo depennare dall’elenco degli enti ritenuti inutili; l’AIMC ( Associazion Italiana dei Maestri Cattolici) gli fu vicina con il presidente Carlo Buzzi. Oggi l’AIMC presieduta dal nostro Giuseppe Desideri si sta attivando per farlo sopravvivere. "Non sembra corretta - scrive in una nota
l’Associazione – nei confronti dei circa 300.000 docenti e dirigenti
scolastici contribuenti e dei quasi 1.300.000 assistiti, cessare con poche
righe in una legge una realtà significativa e ancora attuale considerando
che, non più tardi dello scorso 22 febbraio, il Consiglio di Stato ne
riconosceva il ruolo nel sistema sociale nel sostenere e supportare fasce
di cittadini che potrebbero non essere sufficientemente sorrette dal
sistema pubblico. L’AIMC riafferma - conclude la nota - la inderogabile
necessità etica di coinvolgere democraticamente tutta la categoria
magistrale in qualsiasi decisione sul futuro dell’Ente, patrimonio dei
docenti e dei dirigenti. Si auspica, quindi, che le esigenze di cassa
ancora una volta non gravino, direttamente o indirettamente, sui
professionisti della scuola italiana" Magari! 27/07/2010 |