La Voce del Quartiere
Silenzio stampa
di Luigi Antonio Gambuti
Arroganza, irriverenza, cattiva educazione.
Derisione, livore, crucci da bambini ai quali s’è rotto il giocattolo tra le mani e piangono accusando e recriminando per tutto quanto gli accade d’intorno.
Così i perdenti dell’ultima tornata elettorale, non anche forniti di buonsenso o di pudore, solo impregnati di quelle virtù negative di cui prima, incapaci di essere uomini e donne all’altezza delle responsabilità di cui pure sono stati gravati nel periodo appena passato.
L’ultimo atto l’hanno recitato platealmente, offendendo la dignità stessa dell’essere parlamentari, men che meno "onorevoli" (cos’hanno fatto di onorevole? oh! la tragicomica incoerenza tra segni e comportamenti!), hanno mortificato ancor più se stessi ingiuriando i senatori a vita solo perché costoro hanno esercitato un diritto costituzionalmente riconosciuto.Gente allo sbando, che trasmette odio e devasta le coscienze di coloro i quali non riescono a rendersi conto del tutto della miseria di certi personaggi.
Quale rimedio? Togliere loro il palcoscenico e, se questo non fosse possibile, fargli mancare gli interlocutori.
Togliergli lo "sfizio" di parlare, di accusare, di seminare zizzania, di offendere spudoratamente, travisando finanche le verità più inoppugnabili.
Praticare il "silenzio stampa" da parte di tutto lo schieramento di maggioranza. Non partecipare più (che senso avrebbe ancora farlo?) alle varie sceneggiate ospitate dal porta a porta, dal ballarò, dalle telecamere, dall’infedele, dal matrix e via teledicendo.
Perchè farsi offendere, perché offrire l’offa a bocche avvelenate per dar loro la possibilità di sputare previsioni velenose -"non arriverete a Natale!" – perché farsi spalla a teatranti di mestiere che niente più hanno da dire?
Silenzio stampa e agire, operare e non parlare, tanto ormai solo questo resta da fare. Saranno le azioni e non le parole a rendere giustizia delle miserie delle accuse, delle aspettative funeste proclamate da Cassandre ripudiate dalla "gente".
Così facendo, lentamente, scompariranno dalla circolazione massmediatica e tanti personaggi verranno riconsegnati alle loro piccole storie fatte di piccole cose, nemmeno queste esaltate dalla capacità di assaporarne il senso che le ispira., vista l’aridità delle loro coscienze e l’incapacità di rendersi conto delle loro limitazioni.
Lasciamoli latrare alla luna, tra i guaiti dei pennivendoli e dei tirapiedi orfani del potere.