La Voce del Quartiere
|
CONFERENZA SU NICOLA CILETTI "La scuola d’arte di Nicola Ciletti a Benevento", questo il titolo della conferenza che si terrà il 12 febbraio, alle ore 18:00, presso il centro di cultura" Raffaele Calabrìa" di Benevento, in piazza Orsini. Interverranno il prof. Pasquale Gallucci, presidente del Centro; la dott. ssa Domenica Zanin, componente del comitato direttivo; e la professoressa Imperia Ciletti, presidente dell’ Associazione Archivio "Nicola Ciletti" di Roma. LA BOTTEGA D’ARTE DI NICOLA CILETTI ….." Piazza IV Novembre è quasi finita: si gira per il Pomerio, si scende,si gira ancora: un soccorpo, una catacomba: qui è oscuro, là una porta che si intuisce più che si vede, dalla luce che filtra dalle fessure; qui, sopra le nostre teste, cannule di termosifoni obbligano le nostre schiene ad un inchino; un corridoio lungo, tetro, quasi opprimente l’animo, poi improvvisamente la luce: una classe: giovani curvi sui tavoli, mani armate di matite, occhi intenti, spiriti protesi. Silenzio, si lavora. Ma Ciletti, che entra in campo, nel suo campo di battaglia con me, riconosciuto, interrompe quel silenzio con un saluto affabile, paterno, non da maestro, ma da amico, non da superiore, ma da pari. Ecco la ragione -afferma Michele Portoghese- perché Ciletti, anima profonda e sensibile di artista, prima lo si ama, poi lo si stima, infine lo si conosce". Dopo questa plasticissima inquadratura di Ciletti maestro esemplare, il giornalista sannita passa a descrivere la bottega d’arte, nella quale appena si è introdotto, guidato dal suo amico. "La Bottega d’Arte è relegata al di sotto del livello stradale -esordisce il nostro autore-è l’eterno destino dell’arte,che rifugge da ogni chiasso,che si trincea entro locali chiusi,se mai sottoterra,o all’aria aperta,ma lontano dal movimento,dal fracasso: l’arte è concentramento,è riflessione,è soprattutto sensibilità"…. …" Mi seppellisce sotto una serie interminabile di disegni e quadri non suoi, ma di tutti gli allievi che lo circondano. Sento nelle sue parole la gioia del maestro che ha donato e dona se stesso,ed il suo animo inconfondibile, ogni momento,ogni istante, e rivede se stesso in quei quadri, in quei piccoli disegni, alle volte ancora incerti, alle volte artistici: forse in quei momenti egli ripercorre, in una sintesi fulminea, tutto il cammino, aspro e lieto, della sua vita. Forse rivede in quei quadri, nelle prime manifestazioni di un’anima artistica, se stesso e il suo passato, i primi passi e le prime affermazioni, le prime critiche e le prime vittorie: sento nelle sue parole tutta la sintesi di una vita passata nello struggimento della creazione,nell’ansia di riuscire,di conquistare il posto al sole e di andare sempre più su,sempre più in alto. Sento, in quella voce, che pure è densa e colma di entusiasmi e di soddisfazioni, quell’incontentabilità dell’artista che è lo sprone per il sempre più bello;vedo in quegli occhi che scintillano, in quel gesto ampio, da meridionale, da sannita, la contentezza che traluce; incita e guida; e che dopo, alla fine, rivedendo il lavoro compiuto e le prime vittorie e le prime conquiste dei suoi giovani allievi,senza gelosia, solleva al cielo l’inno di gioia e della contentezza. E forse questa, come dicevo-conclude il Portoghese- è la più grande- perché la più intima-delle gioie di questo figlio del Sannio"….
Questo brano è tratto dalla biografia di Nicola Ciletti scritta dal nostro Direttore di prossima pubblicazione per le edizioni di Realtà Sannita di Benevento.
09/02/2208
|