La Voce del Quartiere

Partecipazione
di
 Luigi Antonio Gambuti

Una volta assodata l’identità, e correlata a questa la coerenza del proprio agire individuale e del proprio essere cittadino di una comunità organizzata, si è senza scampo, nella società contemporanea, chiamati a partecipare, a prendere parte alle cose quotidiane che nell’insieme costituiscono la struttura della vita civica e sociale.
Partecipare, prendere parte, farsi carico di, quindi, è da un lato la domanda etica che i tempi correnti pongono al singolo individuo, da un altro è lo stesso statuto costitutivo della persona che l’impone, in quanto membro di un gruppo sociale, al quale per ruolo competenza e funzione si appartiene.
In questi giorni, fatti i giochi preliminari della presentazione delle liste dei candidati , si è tutti, indistintamente, chiamati a partecipare. Nessuno, se si è convinti ( e tutti devono esserlo, comunque) che il tutto ci appartiene e che la parte che noi rappresentiamo, pur piccola che sia, è elemento costitutivo del tutto, nessuno deve tirarsi fuori da una competizione che vede sul tappeto della contesa persone, ideologie e prospettive che riguardano tutti perché di tutti è il futuro della comunità e a tutti toccano nel vivo le risposte e i provvedimenti che i vincitori della contesa andranno a realizzare.
Ecco, allora, l’invito a riflettere sull’importanza della partecipazione, dell’imperativo rigoroso che va sotto la voce dell’impegno per non delegare ad altri il futuro nostro , delle nostre contrade e dei nostri quartieri per essere protagonisti del nostro progetto di vita, coniugato con i progetti degli altri, che assieme, costituiranno la messa in corsa di persone alle quali le urne daranno la legittimità del potere politico che dovrà a sua volta scegliere e decidere per realizzare le speranze, alimentare i sogni, consolidare le certezze di una comunità intera.
Fra pochi giorni l’evento si realizzerà.
E sarà opera di tutti , elettoralmente parlando, il nuovo consiglio regionale che dovrà amministrarci per i prossimi anni. Sarà un consesso capace, competente, disponibile, intenzionato ad intercettare, raccogliere e realizzare i nostri progetti ? Sarà un consesso rissoso, impegnato alla spartizione dei poteri, disattento e poco rispettoso del bene comune ?
Tutto potrà accadere nell’agorà della politica praticata sugli scanni del potere. Tra il bene dell’agire in nome della comune fortuna e il male del disimpegno verso il pubblico per coltivare il campicello del proprio privato, l’orizzonte che li separa è abbastanza labile. Sta a noi, a me, a te saper scegliere e dare senso alla scelta per orientare il futuro a favore di tutti, nessuno escluso.
Come ? Partecipando, prendendo parte, farsi carico.