La Voce del Quartiere

 

NELLE URNE L’ULTIMA OCCASIONE

di Luigi Antonio Gambuti

Cade o non cade?

Si rovescia o si mantiene la piramide berlusconiana?

Ci eravamo lasciati con questa domanda, in una prospettiva metaforica là dove si mostrava un omino curvo sotto il peso di un macigno fatto di malaffare, corruzioni e malcostume da lui stesso edificato e sul quale si era eretto a cantare l’inno delle sue innumerevoli vittorie.

Non come il classico chicchirichì sulla monnezza, ma quasi, così come si sta verificando in questo scorcio di stagione. Sostenuta da ricatti - sempre più esigenti le richieste dei "responsabili" (gli "impresentabili" campani hanno avuto la loro mercede) da ristorare con posti di sottogoverno a spese di noialtri pantaloni; cementata da interessi che dilagano in ogni dimensione degli affari degli uomini eletti e di giacchetta; impomatata dagli afrori di bordello fin de siècle di cui tanto s’è adornata per le serate distensive del Capo e dei capetti a lui sodali, presa dalla paura del crollo di Sansone che si porterebbe appresso tutti i filistei- chi voterebbe più certi personaggi una volta scoperchiato il bidone dei rifiuti?-,la piramide vacilla sino a palesare la fine di una vicenda ormai giunta al capolinea.

Ne sono chiari segnali i dissensi e i distinguo registrati in questi giorni che vanno ben al di là di una lettura manipolata dai giornali "comunisti", checché se ne dica.

La crisi dei rapporti di Milano, Moratti e Santanchè, il vergognoso manifesto del provocatore di turno e la mancata presa di distanza; la formazione di circoli, correnti e comitati; la tragica pasticciata politica internazionale verso la questione libica; le strategie "giuridicamente impercorribili" per boicottare i referendum; il controverso dibattito spacca coscienze sul diritto di vivere o di morire; i silenzi tremontiani e le rassicurazioni non richieste anche se abbondantemente elargite; gli impegni di governo rimandati per alleggerire il peso dei tormenti giudiziari del Cavaliere sono solo alcuni dei segnali inequivocabili del terremoto che di qui poco farà crollare il sistema piramidale perversamente costruito.

Non ce la farà più, vedrete, l’Atlante presidente tuttofare.

Segnali dello stesso tipo si colgono anche qui da noi.

È di poco momento che si è letta la lettera del pidiellino coordinatore regionale Cosentino al candidato sindaco Lettieri; "non ha saputo interpretare le tecniche di strategia politica " gli è stato rinfacciato e l’ordine è stato subito recepito, un ammonimento chiaro,inequivocabile , di come ci si deve comportare e di come non si deve mettere in discussione quanto dettato dal partito-azienda che, per onore di verità, ha smantellato la sfrantummata egemonia politico-elettorale del centrosinistra in tutta la Campania. Tutti in ordine, dunque, per non tradire lo stile del Verbo che tutto dispone ed organizza. Se così non fosse, si perderebbero mattoni e la fine prossima ventura si farebbe ancora più corta, quasi a toccarla con mano.

Ma il "guai a spaccarsi" non è stato recepito qui a Casoria, e non solo.

Dopo estenuanti trattative, e chissà quante riunioni, cene e riflessioni; promesse, diffide e chi più ne ha più ne metta, la cosiddetta casa delle libertà si è terremotata, lasciando pezzi importanti delle sue strutture a contendersi , rivaleggiando nelle cabine elettorali, gli ultimi esausti sistemi di potere.

Come va letta questa situazione?

A chi non è dentro alle segrete cose,( e noi,per fortuna, ne siamo orgogliosamente fuori) appare quanto mai strana questa divisione.

Cosa è successo perché il blocco di potere si spaccasse; cosa non è andato per il verso giusto ?

Quali sono gli interessi che ripropongono al giudizio popolare un sindaco appena "dimesso" in contrapposizione ad un blocco elettorale che appena l’altro ieri l’ aveva sostenuto?

Se il partito (?) è fondato su valori condivisi; se l’origine politica dei contendenti si appalesa della stessa cultura e condizione; se il capo degli uni e degli altri racchiude in sè le stesse aspettative; se le liturgie e le parole sono quelle da sempre concordemente pronunciate; se il nemico è unico, vestito di rosso e col naso trinariciuto, perché allora ci si è spaccati?

Non si hanno forse gli stessi obiettivi? Non è la stessa città che si vuole governare? Non ha questa gli stessi problemi letti con la stessa chiave di lettura, visto che provengono , questi signori, dalla stessa scuola?

O forse hanno steso la stessa rete su zone di pesca diversificate per pescare su più dimensioni, salvo poi ad imbarcare il pescato per lo stesso pescatore e far bottino per le consuete solite abbuffate?

Chissà.

Qualcosa certamente sta cambiando.

O si tratta della prudente presa di distanza dal territorio-scenario del paventato terremoto che vedrà la fine di Sansone con tutti i filistei- costoro, filistei nati, già stanno scappando dalle macerie prossime venture- o si tratta di una studiata strategia elettorale per pescare a due mani e fare più sicuro e solido malloppo .

Staremo a vedere.

Agli altri contendenti, ancora e più di sempre impegnati a fare distinguo e a disquisire su vecchie nuove ideologie – a che vale dare di fioretto a chi attacca e si difende con la spada!- ancora un volta ci azzardiamo a dire: estote parati!

 

 

08/05/2011