La Voce del Quartiere

NEL VUOTO DELLA POLITICA L’ AFFARISMO PIU’ SFRONTATO

di Luigi Antonio Gambuti

Tante e di varia natura sono le cose capitate in questi giorni, che si fa fatica a sistemarle in un percorso che dia senso alla corrispondenza tra le premesse e i risultati. L’intreccio tra politica "alta" e piccole risse di bottega; l’alternarsi di linguaggi e codici che distraggono per la loro risonanza l’attenzione e non consentono di fermarsi a riflettere sulle cose che propongono, godono di un privilegio mediatico mai conosciuto prima.
La confusione dei ruoli, l’incertezza delle decisioni,la fragile frontiera del domani; la collera dei disoccupati e dei precari; l’arroganza dei potenti e l’indifferenza di chi dovrebbe intervenire per sanare e non lo fa; il muro di gomma dei problemi sempre evidenziati e mai risolti, rappresentano il telaio consolidato su cui si intesse un ordito di sempre più fragile spessore. Fino a quando la corda manterrà il peso delle contraddizioni? Fino a quando potrà durare questo tempo di quaresima politico-culturale,di collere represse (anche queste fanno ormai parte riconosciuta dello scenario quotidiano)e di rinvii a qualcosa di nuovo e di liberatorio che deve accadere e non accade mai?
Ho appuntato, leggendo i giornali e ascoltando le televisioni (con internet ho difficoltà a confidenziare) qualche riferimento a ciò che ha tenuto banco in questa settimana. Solo qualche spunto, qualche notizia su cui si sono aperte discussioni e lanciati anatemi a doppio senso,senza risparmio alcuno,così come va di moda oggi.
Lasciamo stare Sgarbi e Ferrara che si presentano da soli, sbrigliati come sono a recitare la parte convenientemente assegnata. Un minirimpasto governativo per infilarvi, sotto ricatto, un ministro indagato per associazione mafiosa e corruzione (ne stavamo scarsi,a quanto pare!); sulla stessa linea si prevede un’infornata di "responsabili" (ma prima cos’erano?) passati all’incasso a nostre spese per il tradimento vile che hanno perpetrato; il dolore dimostrato per Gheddafi; la Perina cacciata dal giornale con l’arroganza e la prepotenza senza idee che caratterizza il cosiddetto popolo delle libertà pronto a delegittimare chi non si allinea con la destra berlusconiana; i presunti falsi master e le corna di famiglia usati come clava per dire di politica, visto che questa nessuno sa più come definirla; il cerotto salva sorriso portato in giro per l’universo intero; la norma Paniz (l’avete visto quando sorride?) per la prescrizione breve – testuale - che definirla atto spudorato le si fa un regalo di citazione alta e immeritata; il mago Cipolla che interpreta il ruolo del più grande piazzista del mondo che vende un’ immagine politica in una realtà sociale permeata di "vizi e vezzi atavici italiani"; il crimine dell’indifferenza in cui siamo lentamente precipitati ; una politica internazionale di rimorchio, là dove un personaggio "assente " piglia busse, tace ed ubbidisce (l’hanno fatto fuori i veri quattro interlocutori sulla questione libica); l’intimidazione bossiana verso la magistratura - chi sbaglia paga - ; il disegno di legge per allargare la mangiatoia proditoriamente rabberciato e fortunatamente ricacciato nella miseria dalla quale era partito; la imminente rapina del processo di Milano, il farsesco secondo predellino; le sfuriate di belzebù e la derattizzazione della burocrazia; le solite signore, sfatte e lardellate che fanno strazio di morale e di opinione nelle televisioni pomeridiane sono il sommario sempre più precario delle nostre angosce quotidiane.
Troppe , o troppo poche?
Lette in chiave troppo negativa?
Con la morte nel cuore presentiamo queste cose, là dove vorremmo trattare di altre questioni più gratificanti e meno dirompenti. Ma tant’è.
La condizione umana che ci vede testimoni e, perché no, protagonisti di tanta cultura negativa non va rimossa con l’alibi del pessimismo esasperato e della mancanza di futuro.
Dopo la tanto decantata morte delle ideologie, s’è trovato il vuoto assoluto attorno a noi.
Non c’è più un quadro di valori di riferimento, qualcosa di universalmente riconosciuto cui mirare nell’esercizio dei diritti e nell’assolvimento dei doveri.
La morte delle ideologie si è portata appresso la delegittimazione dei partiti.
Oggi, al posto loro, si esercita la prassi più sfacciata, il corri-corri all’assalto del vagone, dove arraffare e arricchire.Dove le antiche battaglie elettorali erano condotte su motivi ideali che puntavano tutti alla costruzione del bene comune, oggi si vaneggia a e si sproloquia per costruire e difendere interessi personali e di cortile.Abbiamo licenziato i valori dell’internazionale socialista e del cattolicesimo democratico; della dottrina sociale della Chiesa e del capitalismo liberale:; del laicismo radicale e delle ambizioni repubblicane.Non vi sono più Marx e Proudhon ; non più Gramsci , Turati e Matteotti; non vi sono più Don Sturzo, De Gasperi e Dossetti; non c’è più un elaboratore di pensiero, un Croce e un Gentile cui far capo per trovare risposte vere al senso della vita.Non scriviamo di chi oggi "gestisce " la politica . Personaggi di scarso spessore etico-morale- la gran parte- legati al fatto ed al mercato, gelosi custodi di un mondo senza prospettive, attenti a costruire e consolidare un patrimonio sempre più arricchito.Dopo tanta amarezza, una cosa ci ha infelicemente sorpreso, convincendoci ancora una volta che al peggio non c’è limite.Tra ladri di Stato e di Comune; tra rapinatori regionali e provinciali; tra massacratori di grammatiche e lessemi, pensavamo che la Cultura e coloro i quali la mantengono a nobili livelli,fossero immuni dall’essere volgari come i triviali imbonitori detentori del potere.Usare parole per definire gli ignavi e grassatori ed additarli al pubblico ludibrio dovrebbe essere esercizio di tatto per chi si adombra ad uomo di cultura.Se lo si è - e lo si è senza dubbio alcuno - non serve a niente, né fa chic definire ruffiani, chiattilli e sfrantummati coloro i quali non sanno fare bene il loro mestiere.Serve piuttosto agire , pur disperando agire , perché questi personaggi lascino la scena e testimoniare,come soggetti attivi,cosa e come fare per risalire la china.

04/04/2011