La Voce del Quartiere
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LETTERA APERTA AI CANDIDATI di
Niente paura. Non abbiamo velleità, né voglia, tantomeno presunzione. Non chiederemo il voto a nessuno. E per nessuno. Tanto.Come elettori faremo una riflessione ad alta voce per esternare alcuni criteri che a nostro avviso dovrebbero essere tenuti in conto per garantirci la salvaguardia di un certo tasso di interesse generale nell’operare la scelta dei signori ai quali affidare le sorti politico- amministrative delle nostre comunità. Nazionale e locale. Per l’elezione dei parlamentari c’è poco da scegliere. Deputati e senatori sono anzitempo già tali perché nominati dalle segreterie dei partiti e la loro esposizione al giudizio degli elettori è poca cosa rispetto a quanto debbono sostenere i candidati delle elezioni municipali . Segno dello sfascio procurato e consentito dal famigerato porcellum è il gran lavoro che si è fatto in questi giorni per la composizione delle liste là dove si sono giocate carte sporche e stantie in nome di una presunta innovazione e di un probabile cambiamento , là dove si assicurano poltrone e si mortificano persone senza rispetto alcuno per gli elettori che saranno chiamati ad "eleggere" non si sa chi, e per che cosa. O meglio,a convalidare scelte già operate da gente lontana dai problemi dei cittadini, gente impegnata a mantenere determinate posizioni di potere e pertanto poco rispettosa delle vocazioni territoriali e delle emergenze positive e/o negative che queste esprimono. Fuori da questa logica riesce difficile giustificare la discesa in campo nella nostra regione e nei suoi territori più tormentati di personaggi di indiscussa audience personale ma di nulla, assolutamente nulla aderenza locale . Così dobbiamo registrare preoccupanti vuoti di rappresentanza che specialmente il partito democratico ha creato in certi contesti, lasciando l’azione degli elettori nella più assoluta insignificanza, tanto la posizione in lista dei nominati garantisce il successo dei pochi privilegiati. Così diventa inutile parlare e scrivere di programmi e di prospettive , di cose da fare e di risposte adeguate alle domande , perché tutto sfuma nella melassa delle intenzioni generali dei grandi teoremi a scapito degli esercizi portati a risolvere i piccoli problemi della vita quotidiana. Ben diversa, è per fortuna la vicenda della campagna elettorale per il rinnovo delle rappresentanze municipali. Qui il discorso è più diretto e non c’è abitudine di far calare dal di fuori personaggi di richiamo. Qui il candidato è espressione diretta delle organizzazioni politiche delle comunità, di quelle componenti della società civile che rappresentano le domande del locus e si pongono come soggetti di intermediazione tra i cittadini e le istituzioni , per agevolare i percorsi tracciati verso la soluzione dei problemi.A meno che non si tratti di liste civiche di cittadini svincolati dai partiti. Per i canditati delle elezioni municipali va in primis il nostro ringraziamento di elettori;per tutti e di qualsiasi lista per la disponibilità dimostrata a farsi carico dei problemi comuni. Se l’hanno fatto per assicurare il bene comune vanno confortati col nostro consenso, accompagnati nel loro cammino, esaltati nelle vittorie, sostenuti nelle sconfitte. Se vogliono governare il destino dei loro amministrati con dignità e coerenza, secondo sani principi etico- sociali, siano i benvenuti. Se scriveranno o diranno di programmi o di intenzioni siano ascoltati, valutati e destinati là dove si addice la loro disponibilità. Posta questa serie di se come discrimine dell’ esercizio del consenso, cosa chiederemo a coloro i quali offriranno le loro storie personali, le loro intenzioni, le loro proposte al vaglio degli elettori?. Intelligenza per leggere e capire il mondo e interpretarne il senso; coraggio e voglia di rischiare per affrontare le difficoltà che la società complessa propone e ripropone con incessante assiduità; mani sicure per tracciare il cammino del governo che nelle nostre terre si fa sempre più irto di ostacoli, vuoi per la presenza sempre invasiva dei cosiddetti poteri sommersi che per la presente sindrome da mastellite conclamata e bassolinite acuta; disponibilità a servire, intesa come carità che fa approcciare l’altro come fratello con la mano tesa per aiutare e sollevare e non per chiedere e reclamare. Altra condizione sarà la capacità di essere chiari, trasparenti e onesti nelle parole, coerenti nei fatti. E di poche promesse.Sì, di poche promesse. Perchè sovente queste non possono essere mantenute e si reiterano nel tempo con la perversa conseguenza che chi aspetta nel bisogno di essere soddisfatto sarà sempre tenuto sulla corda dell’ attesa del soddisfacimento e chi deve mettere mano a questo, a lungo andare, se ne fa un portafoglio elettorale da spendere in ogni occasione. Lealtà e capacità di mettersi in discussione, di porsi in relazione e riconoscere i propri limiti giustificando e rispettando quelli degli altri. Capacità di impresa, senso della realtà e tenacia nelle decisioni. Ci fermiamo qui.Ne viene fuori un candidato normale, una persona perbene dotata di buone qualità, non arrogante, capace di parlare un linguaggio comune e di saper ascoltare la voce di tutti, senza distinzione alcuna.Libera, non asservita ad alcun potere .Chiediamo da elettori cose impossibili da ottenere? Chiediamo cose normali a persone normali. La normalità di queste ultime, che per il servizio reso alle comunità diventa eccezionale, straordinaria, fuori dagli schemi consueti, è stata e sarà la trama costitutiva della Storia del paese e dei suoi mille campanili. Già, la Storia, anche se questa è un’altra storia.
10/ 03/ 2008 |