La Voce del Quartiere
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LA POLITICA, SE NON PEGGIO, COME? di Panta rei. Tutto scorre. E tutto ricomincia, nella circolarità delle esperienze umane. Si fa fatica, allora, a cogliere e trattenere il senso delle situazioni e degli avvenimenti ad esse connessi, per tracciarne scenari e coglierne i profili. Per economia di tempo e per ragioni di spazio, in occasione della ripresa quindicinale del nostro appuntamento, ci daremo una regola per tenerci vicini alle realtà dei nostri territori,non mancando di rappresentare i nostri punti di vista su quanto ci si muove attorno nella triplice dimensione dell’esperienza quotidiana: quella politica,quella economica e quella sociale. Queste tre dimensioni, costitutive di una realtà inscindibile incarnata nell’agire delle persone,rappresentano un tutt’uno che,nell’assieme,dà spessore e senso alla vita della comunità organizzata. Facciamo cenno, quindi, alla dimensione politica. Ci eravamo salutati con una preoccupazione: di trovarci più berlusconizzati di prima dopo la pausa estiva. E così è stato e così sarà purtroppo,fino a quando questa ormai sciagurata vicenda nazionale avrà vita e vigore. Niente è cambiato, se non in peggio. Sarebbe troppo lungo l’elenco delle guasconate e delle trasgressioni,chiamiamole così le violenze portate alla Costituzione, al Capo dello Stato, alla Magistratura, ai mezzi di informazione da parte della Cricca che, impunemente ed indecentemente, ritiene di poter esercitare sine cura e sine die il suo malefico e devastante potere. Un mese intero si è trascorso a delegittimare il presidente della Camera, un tira e molla mortale, per affogare negli insulti e nell’infamia l’unica voce che si attrezzava a fare chiarezza per dare senso e dignità al sistema parlamentare, offuscato dall’abuso indiscriminato del voto di fiducia. E non solo. Fra lo sconcerto e la collera dei coatti,timorosi di scivolare giù dalla poltrona regalata dal Signore -devastante conseguenza del porcellum elettorale - il Presidente Fini ha lanciato il sasso nello stagno, suscitando nei cuori la speranza di porre fine allo stillicidio alimentato dalla salvaguardia dell’interesse dei pochi a scapito, se non a distruzione, degli interessi collettivi. E si è ritrattato di lodi e di scudi, del dico e non dico, di sconti scandalosi -affaire Mondadori- di proclami e genuflessioni (in cambio colpi di mitraglia) e varie oscenità, laceranti i principi costituzionali e le verità storiche. Tanto per dire: Putin è un dono di Dio e Berlusconi, a dire di Putin, è una benedizione. A questo siamo arrivati, ci manca solo l’acqua santa e il turibolo per l’aspersione! Come giustifica il Cavaliere la storica furiosa battaglia contro i comunisti - li vede dappertutto - quando si esalta con un comunista di quel calibro che ha sulla coscienza i fatti di Cecenia e dell’Ossezia e dell’insoluta mortale vicenda riguardante qualche giornalista dissidente? Che fine ha fatto Anna Politkovskaja? Come fanno a sopportare gli agguerriti anticomunisti nostrani le interessate piaggerie del Cavaliere al capo del comunismo mondiale? Che coerenza è mai questa? A fine mese conosceremo che fine farà la legislatura, a seguito di un ennesimo mortificante voto di fiducia. Cade o non cade, si vota o non si vota; la Lega dice sì, Berlusconi dice no; conviene o non conviene , tutto un bailamme che distrae e frastorna il Paese e non dà senso e misura ai gravi problemi che affliggono le popolazioni. Mentre la gente muore sui cantieri- Tremonti ha detto che la normativa sulla sicurezza del lavoro, per le piccole aziende, è un lusso che non ci si può permettere - mentre centinaia di migliaia di persone perdono il lavoro -i precari della scuola non esistono o sono un dramma che non merita interesse perché è un retaggio del passato – ; se il Sud, Calabria e Napoli-Caserta, a dire del Brunetta, sono un cancro sociale e culturale, un cancro etico, dove lo Stato non c’è, non c’è la politica, non c’è la società; se le parole squadrista e sciacallo con le pernacchie bossiane fanno parte del lessico politico senza scandalo alcuno, ebbene siamo tragicamente ridotti male. E come si fa a dire che "nel nostro partito non ci sono mascalzoni" quando si è in presenza di inquisiti, prescritti e condannati? Siamo alla faccia tosta più assoluta che fa dell’arroganza garantita dall’impunità – ha preso il posto dell’immunità- l’unica arma per legittimare la propria malefica presenza nel novero delle istituzioni lacerate. Che politica è ormai questa? E che politica s’appalesa dagli spifferi delle opposizioni, del tutto impegnate a sfilacciarsi e a screditarsi un giorno sì e l’altro pure, senza impegnarsi a trovare un unico criterio direttivo che prenda seriamente a cura le sorti del Paese e ne progetti gli interventi per realizzare l’alternativa allo sfascio generale in cui si è precipitati? Se questa è la mission della politica e se dura così come è durata per quasi ventiquattro mesi, essa è destinata a fallire miseramente come cura della città e salvaguardia degli interessi collettivi. Se non si fa chiarezza, se non si esce dal guado e non si tolgono le vangate di fango schizzate sulle istituzioni,non si vede quale futuro possa intercettare il Paese. Di valori e questioni sociali connesse non trattiamo in questo primo approccio. Va da sé che per le vicende politiche (?) accennate e dai comportamenti dei loro protagonisti , sia vicini che lontani, c’è poco di buono da aspettarsi se non una coraggiosa presa di coscienza da parte di tutti per ritrovare l’orgoglio di essere cittadini di uno stato democratico costituzionalmente fondato e garantito. 18/09/2010 |