la Voce del Quartiere

L ‘OSSIMORO: HA VINTO BERLUSCONI
O HA PERSO BASSOLINO?

di
Luigi Antonio Gambuti

 

Volevamo scrivere di Berlusconi e della sua fortuna, delle sue vittorie e delle sue gaffes, portando a chi ci legge qualche riflessione su alcune questioni che ci toccano da vicino.

Onore al merito per l’inceneritore messo in funzione? O non più onesto e veritiero sarebbe parlare di demerito e vergogna a carico di coloro i quali hanno preparato le condizioni negative perché quella vittoria si realizzasse?

Per Acerra il Cavaliere ha usato le maniere forti e ha fatto bene, visti i risultati. Per Acerra la colorita compagnia dei giullari che si definiva di centrosinistra(?) si è servita di ogni sorta di strumento per farsi male a vicenda. L’avreste immaginato il povero Prodi utilizzare l’esercito per avere ragione delle rimostranze della gente?

E alzare la voce più di tanto per zittire i pecoraroscanio in servizio permanente per realizzare ciò che andava realizzato?

E Bassolino capace di decidere cosa realmente bisognava fare, senza guardare a destra e a manca, sopra e sotto senza ascoltare, aggiustare, zittire, promettere, rinviare e via dicendo, per non incorrere in affermazioni da codice penale?

E che dire di un Mastella che ha determinato la caduta di un governo e la svolta politica del Paese e non si è capito poi perché né per quale motivo reale abbia assunto quelle decisioni? O forse lo si è capito troppo tardi? Ora per il Cavaliere e la sua giovanile compagnia tutto va in discesa. Si stanno preparando le prossime competizioni elettorali e già stiamo assistendo alle solite geometrie messe in moto dalle coalizioni più che dai partiti.

E chi la vince? Come si formeranno le liste, con quali garanzie per gli elettori chiamati ancora una volta a votare i propri rappresentanti nelle rappresentanze elettive del Paese?

Saremo ancora una volta indotti a convalidare i designati da chi padroneggia la scacchiera e la muove e posiziona per mantenere e/o accrescere i propri privilegi?

Da una parte sta venendo fuori un profilo di governo locale che si attaglia alle linee del governo centrale.

Imprenditori, yes men, starlette e starlettine ,uomini e donne di potere ,figli mogli e amanti di , per conquistare ciò che resta della corte di un antico reame e farlo suddito e balcone per una piazzavenezia che accresca spazio e lustro al nuovo conduttore in preda a un delirio palesemente autoritario. Quali le direttive?

Ottimismo, bella presenza e larghi sorrisi; buoni patrimoni e flessibilità strutturale e intellettuale ( là dove ci sarà) per rappresentare al meglio le conquiste del regime. E la capacità di pigiare un tasto, perché è stato detto più volte, solo questo si richiede ai designati del potere.

E decisionismo, capacità di comandare senza tentennamento, come si è visto l’altra sera il Presidente disporre,in presa diretta , dei suoi ministri e ordinare uomini e mezzi per l’emergenza del terremoto abruzzese.

E dall’altra?

Avranno capito che la politica del conflitto a tutto campo,dei veti e dei distinguo,dei filosofi e dei giullari non dà risultati positivi?

Smettetela di litigare, va dicendo Casini; ed ha ragione. Vestite di speranza e di gioia (per quanto possibile!) i vostri candidati, tagliate lacci e lacciuoli ai loro entusiasmi lanciandoli nella competizione da vincenti, con idee chiare, propositi coerenti con la cultura del tempo e strumenti democratici per realizzare le cose possibili e riconquistare la fiducia della gente.

Leggete la storia del momento e valorizzate la ragione contro l’emozione,la sostanza contro l’apparenza e la competenza contro l’ignoranza.

E, soprattutto, praticate la virtù dell’umiltà e della temperanza. Cose estranee ai nostri contendenti.

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11/04/2009