La Voce del Quartiere
|
LA CRONACA NERA DELL’ UNIVERSO
di Grande fratello,sempre più cattivo; i mariadefilippi sempre più vocianti,isterici offensivi e volgari; programmi farciti di parolacce e oscenità per incrementare la loro perversa invadenza; vergogne pubbliche e private esibite senza alcun ritegno, miserie putrescenti e sangue dappertutto. Sguardi maligni,perversi,cattivi che esaltano il machismo dei consumatori di profumi, automobili, liquori, gioielli e mutandine, oggetti di desiderio per donnebambole di facili costumi. Da una parte. Dall’altra ipocrisie dal colletto bianco, inganni quotidiani per la povera gente indifesa, popolobue di un potere perverso vocato familisticamente a perpetuare e consolidare solo se stesso; baronie servaggi politici sindacali e culturali che fanno strame di ogni criterio d’uguaglianza e opportunità come elementi costitutivi di una realtà che si fa di giorno in giorno più dolente, incattivita,indifferente. Sono,questi, gli oggetti della cronaca nera dell’universo che i giornalisti trattano per riempire fogli di carta e frequenze radiotelevisive. Due sponde dello stesso fiume che inonda trasversalmente il nostro cammino e fa sempre più incerti i nostri passi,buchi neri che offuscano le nostre coscienze e rendono attoniti gli sguardi di chi è ancora capace di provare stupore e di indignarsi. E’ degno della massima considerazione il grido di dolore del prof. Giuseppe Limone;esso è un richiamo forte ad interrogarci sul chi siamo e cosa riteniamo di essere, su cosa facciamo o cosa vogliamo fare come giornalisti e come cittadini di una polis che si fa sempre più complessa e induce a rappresentare il teatrino "della ingenuità istituzionalizzata delle notizie buone per Natale "come una coazione che ritualmente si ripete a valle e a monte di ogni festività. Reclama una par condicio il nostro professore, uno spazio garantito alle buone notizie come rivendicazione etica di una professionalità che si fa sempre più attenta ad assoggettare le sue ragioni fondative alle ragioni del mercato e della concorrenza. Anzi, va oltre il nostro interlocutore, auspicando un impegno giornalistico che non miri solo ad inseguire l’utenza (metafora straordinaria) ma si spenda per educare la stessa alla speranza. Noi gli diamo ragione e ne condividiamo gli auspici. Avremo difficoltà a riempire palinsesti e schermate ; potremo rappresentare e/o leggere pagine bianche per mancanza del nero (di quel nero!) che di solito le dipinge, a noi non interessa.
Così, però,vorremmo che fosse per tutti gli altri
operatori dell’informazione, per registrare uno scatto di dignità e di
rigore etico, per ricercare, indagare e rappresentare un universo che non
viva di sole cattive notizie ma, vivaddio, si nutra anche di quelle
buone,edificanti,che fanno lieve la fatica quotidiana e bella la voglia di
vivere.
|