La Voce del Quartiere

TRA QUOTE ROSA E GIOVANI RAMPANTI

di
 Luigi Antonio Gambuti

Tra le qualità richieste per essere un buon assessore, oggi si reclamano a gran voce l’età e l’ appartenenza di genere. Si presentano, sul tavolo delle operazioni intese a costruire le squadre di governo della città, richieste mirate a dare spazio, sempre più spazio, a giovani rampanti e a donzelle di bella presenza.

Tanto, per garantire il ricambio generazionale e l’adeguamento delle cosiddette quote rosa. Va così il mondo e guai a non esservi d’accordo: si rischia di passare per misogini e vecchi bacucchi.

Nulla si può eccepire, quindi, sulle pretese dei partiti; nulla da dire contro queste naturali e oggettive aspirazioni che un sindaco, pur se dotato di poteri decisionali più forti da qualche anno a questa parte, non può non tenere nella dovuta considerazione.

Ma, nel fare questa operazione, bisogna, a nostro avviso, ben valutare le persone che vengono proposte e leggere con avveduta ponderatezza e forte acume critico i curricula degli aspiranti a ricoprire la carica di assessore.

E, cosa non ininfluente, tenersi lontani, per quanto possibile, dalle logiche di spartizione dei partiti e mirare piuttosto alla soluzione dei problemi dei cittadini che a garantire gli equilibri interni alle coalizioni.

E far tesoro, con una riflessione onesta e coraggiosa, di due episodi accaduti di recente nello scenario politico nazionale e locale: lo sconcerto del ministro dell’economia per la acclarata incompetenza dei quattro sottosegretari assegnatigli e la dichiarazione, tanto arrogante quanto offensiva del solito potente di turno che giustifica il plebiscitario successo elettorale del figlio venticinquenne col fatto di essersi laureato con 110 e lode!

Quanti incompetenti e quanti figli/figlie di papà saranno presentati dai partiti per partecipare alla spartizione della torta assessoriale?

Per le presenze delle cosiddette quote rosa, nulla da eccepire, si ripete. Ma si verifichi e, conseguentemente si valuti, il back round socio – culturale delle persone proposte e si indaghi nei capitoli delle loro storie per conoscerne le esperienze, gli studi, le carriere e, soprattutto, dove, come, quando, e perché e per chi (oppure tramite chi) hanno maturato il diritto ad aspirare a far carriera in politica e, conseguentemente, decidere se è utile, dignitoso ed economico chiamarle a far parte della squadra di governo della città.

Anche per i maschi, direbbe qualcuno, si dovrà adottare lo stesso procedimento selettivo. Non v’è dubbio che così deve essere e così sarà fatto.

Per le quote rosa è un po’ diverso, Per la metà del cielo si corre il rischio che le competenze e le avvenenze siano contaminate da ben altre pre-condizioni, quelle che rappresentano, per i loro presentatori, l’ asseveramento del loro potere di penetrazione in tutti o campi di gestione del sociale, servendosi delle rappresentanti del gentil sesso non solo per dimostrare, ma ancor più per avvalorare, il peso delle loro decisioni nella conduzione-recitazione dello psico-dramma politico- istituzionale che imperversa nello scenario della politica nazionale.

Ne abbiamo avuto esempi di recente, con compagne, mogli figli e cognati vari che hanno allargato a dismisura il campo di influenza dei signorotti di turno, ponendo le premesse per fare durare a lungo, il più a lungo possibile, il produttivo e gratificante esercizio del potere.

 

13 /6 / 2006