La Voce del Quartiere


ESSERCI PER DECIDERE


di
Luigi Antonio Gambuti


Bene ha fatto il Cardinale Giordano a lanciare l'appello alla partecipazione per la prossima tornata elettorale.
Dall'alto della Cattedra la voce delia Chiesa, attenta a stare fuori dal dibattito elettorale, pur denunciando il degrado che lo caratterizza, fatto di " manovre palesi e occulte, tentativi di accaparrassi il consenso di questa o quella lobby; o soprattutto di ingiurie, risse, attacchi personali ", ha invitato i cattolici a non disertare le urne per esprimere", un voto coerente, sforzandosi di valutare la serietà dei candidati, i loro programmi e la possibilità concreta che questi siano attuati".
Dal canto nostro, nella piena " laicità " del nostro temperamento polìtico, intesa come espressione di libertà da vincoli e tranelli, non possiamo non esprimere la piena condivisione su quanto dettato dal Vescovo di Napoli.
Anche dalla nostra "VOCE", quindi, va lanciato forte il richiamo ad andare a votare per non rammaricarsi, poi, di aver rinunciato ad esercitare Funico diritto che mira a stabilire ed organizzare le regole del nostro vivere quotidiano.
Tanto, perché l'esercizio del voto è parte costitutiva della dimensione politica che nasce con la persona, si consolida man mano che si realizza e chiama in causa la specifica responsabilità dei soggetti che ne sono titolari. Una responsabilità che diventa sempre più consape-f vole man mano che aumenta l'opportunità di conoscere e di capire le azioni che si giocano sul tavolo della comunità. O, perlomeno, cosi dovrebbe essere.
Ciò perché la motivazio-] ne ad esserci prende corpa ;

e sostanza dalla comprensione del senso autentico e reale del condividere una determinata esperienza.
Ecco, allora, una semplice domanda, la cui risposta non va data in questa sede, ma va posta come punto di riflessione per tutti noi. e va ricercata. con crescente voglia di capire e conoscere, per decidere.
Qua! è la soglia di compren-1 sione, nel senso autentico e non emozionale, dei problemi che vengono dibattuti sullo scenario della campagna elettorale ? Fino a che punto i termini della nuova letteratura politico-governativa arrivano ad essere percepiti della universalità d^gU. eiettori ? J
Questo è il punto di doman- ' da che fa pensare e preoccupare. Nel politichese orrendo che si va sparlando e scrivendo a tutto spiano, chi riesce a capire, con la consapevolezza dovuta, dove e come il suo consenso elettorale andrà speso e governato ?
"Esserci", quindi, dovrebbe essere l'esercizio di una chia-$ rezza mentale e di una fred- : dezza emotiva che derivano soltanto da una altrettanto lucida capacità di comprenderei e discernere le vie da seguire,
11 senso forte del prossimo 21 aprile, quindi, va colto in questa dimensione; se così non sarà, saremo ancora una volta responsabili diretti dalla confusione e della malapolitica che farà sempre più triste e disagiato il nostro futuro.

 

marzo-aprile 1996