la Voce del Quartiere
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E’ PRIMAVERA: CHI SE NE E’ ACCORTO? di Ed il meraviglioso ci impone il silenzio e la penna trema nella mano. Davvero,una cosa stupenda, superiore ad ogni umana considerazione. Né penna di scrittore, né cuore di poeta può descrivere il bello profondo,infinito che la natura in questo volger di tempo ci offre. Scrivevamo così, su IL QUOTIDIANO,nell’aprile di quarantanove anni fa. Ci è sembrato opportuno salutare così l’avvio di questa nuova primavera, riportando questo scritto che sa di antico e di candore giovanile, ispirato da una natura incontaminata. Ma ancor più da una condizione umana che si viveva nella indigenza più assoluta, ricca, tuttavia, di speranze e di amore per il bello, per le cose minime,pulite,profumate di semplicità. Altri tempi, altre storie, l’abbiamo già detto una volta. Per quanto abbiamo letto ed ascoltato in questi giorni , non ricordiamo di aver trovato cenno alcuno dell’evento della primavera del 2009. Forse per il tempo climatico ancora appesantito dal rigore invernale, forse perché impegnati in faccende di tutt’altro tenore,gli uomini hanno dimenticato che nello scorrere del tempo che,si voglia o no,tratteggia anche il calendario della loro storia,capita anche il momento della rinascita e del rinnovamento della natura e della terra che la contiene,con tutto il concerto di colori,profumi,canti e sapori che per millenni hanno costituito gli elementi qualificanti della stagione primaverile. E con essi la gioia della vita che si rinnova tra le piante e gli animali e che dovrebbe invogliare anche gli esseri umani ad essere più ottimisti,più gioiosi e più aperti alla speranza per una stagione nuova,da vivere con passione rinnovata e affrontare con rinnovata fiducia nelle proprie possibilità. Queste riflessioni facevamo, nel domandarci cosa scrivere per il giornale. Possibile che la nostra primavera debba essere sempre offuscata, appesantita, allontanata da un inverno "umano" che sembra non finire mai? Si può vivere giorno per giorno respirando atmosfere torbide di corruzioni e di delitti,testimoni se non protagonisti di violenze, spettatori affannati di eventi luttuosamente " invernali", destinatari del male che ad ogni passo ci si propina davanti per la lussuria degli altri,per il vizio di molti, per l’alterigia dei tanti? E’ possibile vivere la nostra nuova primavera? Ritrovare il candore di una volta per riassaporare il gusto del tempo nuovo e aprire il cuore alle cose belle, semplici e buone? Parole strane sembrano queste, infantili o demagogiche,alla luce della storia del nostro presente quotidiano Parole controvento, che suonano strane nella letteratura corrente ,fatta di lessici flautolenti, significati insolenti e mistificatori, suoni e rumori urlati per aumentare il peso della propria presenza in politica,nel costume e nella tempesta massmediatica che fa da sfondo a tutte le iniziative degli individui. Noi invitiamo, nel salutare l’inizio della nuova stagione, i nostri lettori (quattordici, quindici, non lo sappiamo!) a cancellare dalla propria memoria il ciarpame che ha interessato l’inverno appena passato; a bruciare col sole novello le scorie che hanno appesantito la nostra bisaccia quotidiana, a cacciar via le parole che hanno tormentato le nostre coscienze e diradato i fili dei nostri rapporti. Riappropriamoci della nostra umanità e con essa della capacità di amare le piccole cose. Quelle cose semplici e belle del tempo passato, per semplificare ed abbellire il momento presente. Ne abbiamo un urgente bisogno. Riproviamoci. "E’ tutto è meraviglioso quassù in questa primavera. Lo sguardo si perde,l’occhio non resiste in tanta immensità di luce e di profumi, né i fiori teneri del ciliegio e del mandorlo ci danno mano in questa ansia che ci avvince".
30/03/2009 |