La Voce del Quartiere
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Ce l’hanno fatta! Auguri, serrate le fila! di L’avevamo scritto; tanto hanno fatto che si sono presentati divisi, rissosi, rancorosi, legati da un unico filo conduttore che per tutta la Regione ha sfasciato quell’unità di coalizione che avrebbe dovuto (avrebbe?) rappresentare la carta di identità di un modo di fare politica e, in virtù di questa, governare la città. Tanto hanno fatto che ci sono riusciti. A Napoli non si è stati capaci di intercettare il movimento del cosiddetto "maestro di strada" ; non si è voluto, o non si è potuto, coagulare attorno ad un linguaggio comune le istanze rivolte agli schieramenti di centrosinistra , per correre assieme verso il traguardo elettorale. Stesse radici, stesse visioni dell’agire politico, strade separate, elettorato spaccato! A Caserta è successo di peggio e di più! Bruciato il risultato delle primarie, si è deciso di rompere ancor più il fronte elettorale, con due candidati espressione della stessa…. coalizione! Dei fatti di Salerno si è detto e fatto di tutto! Anche qui motivazioni personali, fatti di giustizia e puzze al naso, costringeranno gli elettori di centrosinistra a votare l’uno o l’altro candidato della stessa parte politica. Ad Avellino, è questione delle ultime ore, non aspettavano che l’apertura della campagna elettorale per le amministrative per far saltare gli accordi programmatici e rompere la coalizione di centrosinistra che amministra (amministrava?) la Provincia! Sembra che l’abbiano fatto apposta per farsi male da soli, invidiosi che gli altri, in altre realtà, se ne erano già fatto abbastanza. Tanto per non essere da meno. Resta Benevento ove, tra compromessi e scambio di poltrone, maldipancia e delusioni, alla partenza si è più tranquilli. Del resto, per la compilazione delle liste, per gli apparentamenti elettorali a sostegno dei candidati sindaci se ne sono viste tante e di tutti i colori ! Liti in famiglia, vendette trasversali, richieste di risarcimento per danni morali e materiali, promesse e ricatti, non si sono risparmiati. Nel dispregio delle appartenenze politiche legate ad una ideologia (bisognerebbe recuperare il senso di questa parola!) si sono verificate aberrazioni significative del clima che si vive: un partito a Caivano chiede voti per la coalizione di centrosinistra, suo alveo nazionale,e a Casalnuovo chiede voti per la coalizione di centrodestra! Che altro si deve patire? In questo quadro così poco rassicurante per una coalizione che ha fatto di tutto per farsi del male, si inserisce, con l’ arroganza mediatica che ne fa da pentagramma, la discesa a Napoli di un personaggio che di Napoli e dei suoi problemi si è ricordato solo e solamente in queste ultime ore. Mai prima, con la sicumera del vincitore, che si sia accostato ai nostri guai quotidiani, ponendo mano da vicino a quegli strumenti necessari per alleviare le nostre sofferenze di cittadini di una realtà complessa, difficile e ad alto rischio sociale. Mai prima! Ora scende a rallegrare le signore con le sue canzoni, ad attirare le allodole, i protagonisti della falsa politica e i voltagabbana, gli illusi e i disperati, i supponenti e i mestieranti. Napoli ha bisogno di uomini "normali", di uomini e donne che vivono la loro quotidianeità in mezzo alla gente, che si sentono parte di un tutto che li contiene, nel bene e nel male. Napoli non ha bisogno di personaggi emblematici; il tempo dei vicerè è per fortuna passato; Napoli deve poter contare su forze sue, vivere la sua carnalità comunque si manifesti, leccarsi e guarire le sue ferite con le forze endogene perché solo così riuscirà a diventare corpo sano o perlomeno meno malato. Non serve a nessuno un bagliore di fuoco di paglia; non serve (o non dovrebbe servire!) invocare il forestiero per tirare la cordata servendosi di un richiamo da pifferaio. Napoli ha bisogno di una politica realistica, concreta , attenta e rigorosa, vicina alla gente. E qui, per concludere. Un saluto di benvenuto al Cavaliere, che si goda la giornata napoletana e venga quando vuole senza gli apparati, perché di problemi e di traffico ne abbiamo già abbastanza. Un augurio alle migliaia di candidati di ogni colore e orientamento, perché da questa esperienza, comunque vada, traggano spunto per amare di più il loro quartiere e la loro città. 5 /5/ 2006
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