La Voce del Quartiere

COSI’ GENETICAMENTE UGUALI COSI’ POLITICAMENTE DIVERSI

di
Luigi Antonio Gambuti
 

Come si dice: qualche volta ci si azzecca, qualche volta no. L’ultimo nostro editoriale invitava a rimarcare le differenze per affermare con precisione la propria identità nel riconoscimento oggettivo dell’identità altrui.

Con i pregi e i difetti che ognuno si porta addosso.

Ci ha fatto eco l’on. Bersani che, intervenendo sulla questione morale che ha pesantemente investito e traumatizzato il Paese -senza peraltro risparmiare scudisciate verso alcuni esponenti del suo partito- ha apoditticamente affermato che tra loro, i democratici e gli altri, i berluscones e i criccaioli che gli fanno corona, ci sono le stesse identità genetiche quanto le più marcate diversità politiche.

Uguali per nascita, diversi per formazione.

Senza scomodare gli antichi protagonisti della questione razziale che negli Stati Uniti ha animato il dibattito pedagogico tra genetisti e ambientalisti, facciamo una breve riflessione su quanto emerge dalle affermazioni dell’onorevole Bersani.

Uguali per nascita lo si è davvero, perché tutti apparteniamo alla specie animale, genere umano. Si è determinati dai geni di partenza e lungo il percorso della vita questi restano sempre gli stessi,vuoi che ci si comporti da persone per bene, vuoi che ci si comporti da delinquenti impuniti e incalliti.

Così, non c’è differenza genetica tra i berluscones e gli altri, diversamente sparpagliati sugli scranni di Montecitorio e di Palazzo Madama e su tutte le migliaia di seggiole e poltrone dalle quali si orienta il destino del Paese.

Cos’è allora che ci fa diversi politicamente, così come ha affermato l’onorevole Bersani?

Sconfessate le teorie dei razzisti, dobbiamo, per contro, dare ragione agli ambientalisti che imputano, dottrinalmente prima e forti delle esperienze maturate sul campo dopo, al forte intervento dell’ambiente socio-politico-etico-culturale la sorgente, nel bene e nel male, dei fattori costitutivi del comportamento degli individui, rendendoli diversi nelle loro performances e nella definizione identitaria delle loro personalità.

Cos’è, allora, che influisce sui comportamenti dei nostri rappresentanti politici a tutti i livelli?

Si tratta qui di far capo alla famiglia, alla scuola, alle confessioni religiose, ai mass media e a tutta la società nel suo complesso, per cercare una risposta alle tante domande che gli inermi cittadini si pongono ogniqualvolta si scopre un truffatore, un "mariuolo", un lestofante che s’ammanta e si avvale della posizione di "onorevole". A carico di costoro, ma non per giustificare, non si esclude l’influenza negativa delle famiglie che, sin da piccoli, addestrano i figli ad essere arroganti e sicuri di sé, forti dell’appartenenza al censo o alla casta, al nome e alla fama dei loro familiari. Costoro sono predestinati ad essere vincenti- chi ricorda più il Gianni e il Pierino di Don Milani? - e così saranno per tutta la vita, vincitori di qualsiasi battaglia, costi quel che costi, a danno di coloro i quali restano al palo, bloccati nella loro ordinaria normalità.

Scomodando i sociologi, potremmo parlare dell’ascrizione di ruolo, che condanna alla permanenza alcune categorie di cittadini.

E della scuola, selettiva, ancorché si ammanta di democrazia, che oggi si va costruendo come un’istituzione a servizio del potere, per perpetrarne i vantaggi, di padre in figlio, di famiglia in famiglia, di casta in casta, facendo dannosi scarti di lavorazione. E della Chiesa, che, impegnata come non mai a salvare le anime , si trova anch’essa a dover scontare storiche difficoltà e a fronteggiare, spesso disarmata, la secolarizzazione devastante di ogni ordine di senso.

E dei mass media? Cosa ci propongono oggi la televisione, il cinema e certa stampa patinata, se non l’elogio delle lascivie della vita, la bellezza fisica come strumento di successo,la prostituzione come grimaldello per aprire le porte delle stanze ove consumare l’effimero sempre più esaltato ed appetito.

E della politica? Non è essa vista come campo dove mietere tutto il possibile, costruire e mantenere patrimoni personali, vantaggi e privilegi e trovare il salvacondotto per le proprie malefatte?

Non sono queste le componenti "ambientali" che influenzano, determinano e modificano, a seconda delle opportunità e delle convenienze, i comportamenti dell’uomo?

Che lo fanno diverso, "politicamente" e lo dispongono come elemento negativo o positivo nella dimensione del sociale e nella ricorrenza delle generazioni?

Oggi, per certi aspetti e certe vicende dei quali siamo stupefatti spettatori e talvolta inconsapevolmente protagonisti, prevalgono e si affermano pesantemente certe mode che la diversità dei comportamenti fa virare verso gli aspetti più negativi della personalità.

Ecco, allora , che la provocazione di Bersani va letta in questa chiave: tutti uguali per nascita sì, ma tutti politicamente diversi a seconda che si scelga la via dell’onestà, respingendo le lusinghe del lusso e della leggerezza e praticando la sobrietà e la temperanza come servizio al prossimo, o che si miri sempre al tornaconto personale, fatto di potere, sesso e denaro, in un micidiale impasto di interessi che rendono l’uomo politicamente e negativamente diverso.

 

E’ morto Peppino D’Avanzo, firma prestigiosa del giornalismo italiano.

Ricorderemo sempre il suo coraggio, l’onestà intellettuale che motivava i suoi interessi ,la chiarezza del linguaggio e la puntualità delle sue osservazioni.

Al maestro di vita, di penna e di pensiero, un grato ricordo e un commosso saluto.

 

03/08/2011