La Voce del Quartiere
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COCCODE’ E CHICCHIRICHI’
L’avevamo previsto. Nel vuoto di democrazia che si è creato ha trovato facile spazio l’esercizio del potere podestarile messo in campo dal cavaliere. Niente da eccepire.L’uomo del nord ha avuto ragione delle miserie nostrane ed ora sbandiera il suo successo come premessa di un rinascimento nuovo che faccia di Napoli e dei napoletani l’emblema della sua capacità di governare e di mettere a posto le questioni, facendo rigar diritto uomini e cose. Napoli come testimone di un successo meritato, ma Napoli come schermo per coprire le tante malefatte di un sistema di governo che di successi ne ha ben pochi nel carniere. Napoli come punto di luce nel buio di una politica autoritaria che ha fatto e fa scempio delle più elementari regole di una democrazia costituzionalmente garantita. La presa d’atto di questa nuova condizione non deve esimerci dal fare un esame di coscienza: chi da noi non ha voluto, non ha saputo o non ha potuto affrontare e risolvere tali problemi, ha dato la possibilità a chi "democraticamente qui comando io" di elevarsi a salvatore della patria e riuscire a dare risposte alle mille domande inevase per mesi anni e decenni. Che brutta figura dinanzi al mondo intero, ieri. Che brutta figura stare accanto al salvatore con la faccia inebetita, col sorriso sforzato e con la fronte abbassata, oggi. Almeno questo ce lo potevamo risparmiare, caro governatore, non fosse altro che per smentire la triste fama di seguaci di Masaniello pronti a salire sul carro vincitore lasciando morire chi per un attimo ha avuto l’ardire di tentare di combinare qualcosa. Vedremo di qui a poco cadere altri santuari della nostra realtà metropolitana. Le macerie saranno commissariate ed affidate alla gestione di signori che da lontano partiranno per ribaltare situazioni, scavare e riordinare, coprendo ancor più di vergogna chi non ha voluto, saputo o potuto governare. Hanno commissariato tutto e, di recente, la metropolitana e gli scavi di Pompei. A quando la pizza margherita, la festa di Piedigrotta e il miracolo di San Gennaro? O il tenero mormorio sussurrato dal nostro mare? Siamo diventati il palcoscenico dei coccodè e dei chicchirichì dei signori e dei guitti del potere. Degli uni e degli altri siamo spettatori costretti ad applaudire, per via di una sciagurata condizione che ci porta ad essere destinatari di scelte fatte altrove. Volevamo scrivere di vacanze,del tempo vuoto. Abbiamo scritto dei vuoti riempiti, senza allusione alle discariche approntate per riempirle di rifiuti. Buone vacanze a tutti, se ve n’è rimasta la voglia. info@lavocedelquartiere.it
01/08/2008 |