La Voce del Quartiere

 

APPARENTARSI PER COSTRUIRE LA CASA COMUNE

di
Luigi Antonio Gambuti

Apparentarsi vuol dire divenire parente per mezzo del matrimonio. In senso figurato può significare stringere alleanze politiche.Tra le due definizioni corrono significati che riconducono alle stesse dinamiche,alla messa in campo di atti,volontà e strategie che costituiscono l’ordito sul quale si realizza il rapporto.

Stabiliti i punti di partenza,con la presa d’atto delle condizioni dotali dei contraenti, si confrontano gli stili culturali(si potrebbe dire ideologici),si ricercano le condizioni di fattibilità dell’esercizio e si indicano le vie attraverso le quali pervenire al raggiungimento dell’obiettivo.

Un obiettivo che abbia in sé la sintesi delle culture di provenienza, protesa verso la realizzazione di qualcosa utile per tutti, qualcosa che possa che possa rispondere a domande comuni poste per il soddisfacimento di bisogni condivisi ed espressi dai membri contraenti il rapporto. Contraenti che vivono la stessa condizione esistenziale ,nel medesimo contesto di vita.

Questo è l’obiettivo di un sano apparentamento politico: perseguire il bene comune,inteso non già come mera proiezione sociale del bene individuale, bensì come cornice ottimale nella quale tutte le soggettività, rese autonome nel giudizio e responsabili nell’agire,vengono aiutate a scoprire le loro naturali socialità per proporsi come protagoniste di una realtà comunitaria che si riferisce al territorio con tutte le sue caratteristiche, con i suoi valori e i suoi significati.

Tutto ciò per attivare la propria e l’altrui realizzazione nel luogo della comunità di appartenenza come soggetto responsabile capace di governare i processi e migliorare la sua condizione.

Questa è la ragione fondativa di un apparentamento che vede impegnate alcune forze politiche per il ballottaggio elettorale di queste ore.

Lo scopo immediato consiste nel ricomporre (da noi è proprio il caso di ri-com-porre, porre di nuovo assieme dopo anni di scomposta e sciagurata divisione) il tessuto della vita sociale, lacerato da personalismi,risentimenti e prevaricazioni,per attivare lo sviluppo,soddisfare i bisogni collettivi,innescare i processi virtuosi della partecipazione,della condivisione e della solidarietà.

Significa impegnarsi,anche se da sponde politiche diverse, per ricostruire il senso della comunità, per dare a tutti la consapevolezza delle proprie responsabilità, rafforzare la coesione antropologico-cilturale, riaffermare identità ,garantire la reciprocità e far crescere la fiducia.

Come si realizza il soggetto istituzionale capace di implementare sul territorio il progetto di una comunità che viva al suo interno reazioni positive e dia opportunità a tutti i suoi membri perché possano realizzare i loro disegni di vita e le loro aspettative sociali?

Nel nostro caso, dove si è realizzato un sano e trasparente apparentamento politico, ci sono tutte le condizioni perchè ciò avvenga, perché nel soggetto istituzionale che si propone agli elettori si rinvengono tutte le possibilità di apertura al confronto perché ognuno possa rafforzare le proprie referenzialità, recuperare le proprie debolezze,vedere riconosciute le proprie potenzialità e la dovuta importanza della dote che si porta nella costruzione della casa comune.

Tutto questo porterà, là dove dovesse essere confortato dalla decisione elettorale, alla costruzione di un modello policentrico,funzionale all’azione amministrativa,che, nel garantire a tutti pari dignità, riconosca ai singoli lo spazio per poter esprimere al meglio possibile le proprie capacità e realizzare le proprie aspirazioni.

Solo così ragionando si potrà gestire la "dote" elettorale di cui ogni partito è portatore,senza generare dissenso nei soggetti che della dote sono gli elementi, stimolando negli stessi la vocazione a riflettere e a ragionare sulla realtà e rendersi consapevoli, protagonisti di una scelta responsabile e condivisa.

Nella nostra realtà le condizioni ci sono tutte perché il "matrimonio" dia buoni frutti.

I contraenti hanno le stesse "affinità elettive"; i processi di avviamento sono stati gestiti e garantiti con la massima trasparenza, nella totale disponibilità all’ascolto e al rispetto reciproci; le finalità hanno incrociato le domande della comunità di riferimento; le risorse materiali e immateriali ci sono tutte perché la casa comune possa edificarsi a dovere e il clima del contesto, anche se talvolta oscurato da nubi passeggere, sembra promettere tempo sereno per una stagione nuova.

Andiamo a votare,dunque, e che la festa s’incinti con la partecipazione di tutti, liberi e forti come si diceva una volta.

info@lavocedelquartiere.it

26/ 04/ 2008