La Voce del Quartiere

CAROSELLO ELETTORALE

di
 Luigi Antonio Gambuti

 

Tutti abbiamo gli stessi problemi. Uscirne da soli è l’egoismo, uscirne assieme è la politica. Così don Milani. La politica, quella cosa che in questi giorni sta rintronando nelle nostre case,versata a fiumi dai canali radiotelevisivi,veicolata dal piombo dei giornali e discussa nei convegni di partito.

Gridata e bandita da manifesti, santini e volantini.

Le città sono tappezzate di lenzuolate multicolori. Piccoli o grandi che siano i manifesti, tutti esprimono facce e pensieri che a chiamarli idee e proposte si rischia di fare un cattivo servizio alla politica, poiché di questa hanno ben poco, nella rutilante ripetitività di slogans e parole che non dicono niente, come niente esprime l’anonimato espressivo delle facce.

Come si vede che le severe stanze della Camilluccia sono deserte ormai da troppi anni e che da tempo immemorabile Ariccia e il Bottegone sono stati cancellati dalla geografia politica del Paese.

Ci si dice:il tuo voto per fare centro, di che cosa non si sa; che insieme per Afragola, si farà, che cosa non si sa, si dice e basta.

Qualcuno scrive di avere idee nuove….in Comune, qualche altro si pone,bontà sua, nel segno della tradizione (e che tradizione!),tal’altro dichiara di aver fatto una scelta di libertà, senza riconoscere che nessuno mai si sia sognato di vietargli l’esercizio dello stesso appiccicandosi a fianco di chi professa il suo impegno politico e l’amore per il territorio,come richiamo per attivare il consenso nella tornata elettorale del prossimo mese di aprile.

Ma non basta. Ci dicono che ci vuole coerenza e lealtà per il buon governo di Afragola; esperienza e professionalità a servizio della Città, una città sicura, più sicura perché c’è alleanza, là dove si reclama a gran voce che non serve demagogia ma competenza.

E ci mancherebbe che non fosse così, in un clima di merito e trasparenza, in un contesto in cui si definiscono i valori che ci legano per restituire l’orgoglio agli Afragolesi.

Finalmente che qualcuno ci stia pensando,senza sconti di pena perché chi sbaglia deve pagare.

Camminando con la gente per la gente,qualcuno ci dice che la nostra volontà è il suo obiettivo. Qui c’è qualche perplessità. Qual è il nostro volere adatto a diventare l’obiettivo del cortese interlocutore?

E’ durato poco il nostro dilemma perché qualcuno ci riconosce,bontà sua,titolari dell’esercizio della scelta,perché poi il futuro lo decide insieme a noi. Il nostro futuro.Troppo abusata questa parola. C’è chi ci ricorda che è ora di pensare al nostro futuro,c’è chi ci chiede di dare un futuro al futuro della nostra Città e chi, accanto ad un perentorio rialzati Italia, apre ai giovani definendoli una finestra sul….futuro.

E ancora, apprezzando chi ci chiede semplicemente vota e scrivi, incontriamo chi afferma che da sempre è impegnato per la tutela dei lavoratori,chi si presenta con un volto nuovo per una nuova Afragola e qualcun altro come un uomo del popolo per il popolo.

Confortati dal fatto che finalmente abbiamo un amico in comune, rassicurati che, pur facendo una scelta di parte, siamo e resteremo cittadini del sud e non sudditi, riscontriamo qualche tentativo di proposta programmatica là dove qualcuno ha scritto che vorrebbe che la sua città avesse la villa comunale con i giochi per i nostri figli e qualcun altro che si spenderebbe a favore delle persone con bisogni speciali, anziani e diversamente abili in particolare.

Questo un ristretto resoconto di quanto si raccoglie scorrendo i manifesti elettorali affissi nella realtà complessa e per certi versi dissestata della provincia metropolitana.

Parole,parole e parole,oggi;saremo felici di registrare fatti, fatti e fatti domani.

Nelle more, meno male che c’è Silvio perché con Walter Veltroni un’Italia moderna si può fare.

 

 

31/ 03/ 2008