La Voce del Quartiere

Buon Anno

di
Luigi Antonio Gambuti

 

Buon Anno. Buona fortuna a Napoli, buona fortuna ai Napoletani, belli brutti buoni e cattivi.

Ci sono auguri da spartire per tutti coloro che animano questa nostra nobilissima città, per coloro che la deturpano, per coloro che la sfruttano, per coloro che la soffrono e per coloro che la rimpiangono. Per tutti, già carichi di voti augurali ricevuti da parenti, amici, padroni e sfruttatori, giunga il nostro, semplicemente, così come ci sgorga dalle falde del pensiero. Che Napoli e i Napoletani possano per davvero incrociare la buona sorte una volta per tutte. Che la si possa smettere di contare i morti ammazzati, di avere paura di uscire di notte,di vivere nel terrore di incrociare occhi maligni e incattiviti e di sentirsi come una volta circondati da buoni sentimenti di solidarietà e di amicizia, di quella pietas che ci ha fatto conoscere nel mondo intero come un popolo ricco di difetti, ma rispettato, ascoltato ed invidiato per la sua sensibilità d’animo, la sua straripante umanità.

Augurarsi poco, perché non vale e non serve volare troppo alto, viste le precondizioni che fanno da piattaforma alle nostre aspirazioni.

Caos della circolazione, degrado delle strutture urbanistiche, fatiscenza dei servizi, rifiuti e sporcizia come scenario permanente, mancanza di rispetto per le più elementari norme di vivere civile sono, purtroppo, le palle al piede che non ci fanno decollare verso una quota di dignitosa e corretta convivenza civile e democratica.

Per cambiare rotta ci stanno provando le scuole (ah, quanto spreco di denaro); ci sta provando la chiesa; ci prova il cosiddetto terzo settore; ci stanno provando tutti, anche la stampa si sforza per fare la sua parte.

Tutti impegnati per tenere la lanterna accesa per non far cadere la notte totale sul nostro domani e sul domani dei nostri figli e nipoti.

Ci deve provare soprattutto la politica, quella vera, non quella dei saltimbanchi di mestiere che si muovono come pedine di una scacchiera infernale.

Alla politica vera, quella che ancora resta residuale nella pagina scura della attuale realtà regionale, chiediamo di guardarsi più d’intorno, fuori dal palazzo e cogliere, sentire i problemi della gente, farsene carico e valorizzare l’enorme potenziale della nostra comunità. Si può e si deve invertire la rotta , anche se le acque si fanno sempre più agitate e i nocchieri sono sempre gli stessi.

In questi ultimi mesi sono cambiati parecchi conduttori della cosa pubblica.

Sono cambiati il Capo dello Stato, il Presidente del Consiglio, il Sommo Pontefice e il nostro Cardinale.

E il cambiamento sta dando, visti i primi segnali, qualche risultato.

Qui da noi, purtroppo, non è cambiato niente e nessuno, siamo sempre più avvinghiati nelle stesse spirali e trascinati dalle stesse logiche personali.

Che qualcosa cambi, finalmente, sia sul piano delle cose, sia sul piano delle persone, almeno per quest’ultime in quanto a sensibilità democratica, a rispetto per il popolo e per le sue esigenze, a lungimiranza onesta e responsabile sul piano del governo delle fortune comuni.

E’ questo l’augurio che "ci" facciamo, come cittadini al di fuori delle logiche dei poteri, come testimoni di un tempo che vorremmo fosse per tutti meno triste e tempestoso.

08/01/2007