La Voce del Quartiere

Addio, cari Amici

Franco Landolfo e Aristide La Rocca ci hanno lasciato.

Franco, "Francuccio", se ne è andato all’improvviso, giovane, senza preavviso. Lo ricordo sereno, per quelle poche volte che l’ho rivisto, amante della vita e del lavoro.

Nel 1979, già redattore del ROMA, mi pubblicò in sei puntate un servizio-inchiesta sulla valle telesina. Che gioia allora, carissimo Franco. Fosti più contento tu, giornalista già affermato, più di me che per hobby e per amore giocavo (e gioco ancora) con la penna. Sei stato sempre generoso e modesto e soprattutto coerente.

Mai ti sei nascosto dietro il paravento dell’ipocrisia, in nessuna delle tue vicende. Per quella politica, eri fiero della tua appartenenza e se te ne si chiedeva ragione, rispondevi così sicuro sì da intimorire, per rispetto, il tuo interlocutore. Sei stato grande nel calendario della vita, lo sarai ancora più nei giorni che verranno, arricchito dal ricordo grato e generoso di coloro che ti hanno voluto bene.

Così, Aristide La Rocca.

Con lui la cultura, quella vera, ha perduto un protagonista e un testimone.

L’ultima volta ad Afragola, a discettare dei poeti mediterranei, affabulatore sornione e preparato, ci ha donato la gioia di elevarci a pensare alto, di poesia; al di sopra, non come estranei , dei disagi quotidiani. Saggista insigne, poeta e critico, gli amici di Hyria ti porteranno nel cuore, memori della tua luminosa umanità.

Luigi Antonio Gambuti

Luigi