La Voce del Quartiere
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Addio, sinistre dai "mille colori" di
Tanto hanno fatto che ci sono riusciti. Nel giro di pochi anni hanno distrutto un patrimonio di cultura che da più di un secolo a questa parte aveva contribuito, nel bene e nel male, al cammino della Storia del Paese. Tanto hanno fatto che si sono fatti fuori da soli, con un suicidio politico senza precedenti, per non aver saputo gestire le potenzialità genetiche che, se pur assestate su piccoli numeri, rappresentavano una risorsa per la dialettica politica, stimolavano il confronto, davano voce a proposte alternative, talvolta condivisibili, qualche volta meno. Hanno tirato la corda,con stranezze comportamentali e proclami improponibili; hanno giocato allo sfascio là dove bisognava trattare i problemi e vivere l’alleanza di governo con senso di appartenenza, strategica delicatezza e convinta condivisione; hanno fatto di tutto per essere odiati per la rissosità delle loro presenze e per l’arroganza delle loro richieste. Per i tradimenti della fiducia e l’alterigia delle loro miserie. Ci sono riusciti a lanciarsi fuori dalla scena. Lasciando il campo ai seguaci del teatrante onnipotente che, a ragione, può vantarsi di una vittoria inaspettata per la sua grandiosità e riproporre agli italiani le solite antiche litanie per celebrare la morte di una già moribonda democrazia. Sobbalzano nei sepolcri gli antichi progenitori, coloro i quali si sono spesi nell’elaborazione di teorie filosofiche che si facevano proposta e prassi politica, per il miglioramento della società e delle condizioni umane dei soggetti che la componevano. Aleggiano inquieti i fantasmi di Owen, Saint-Simon, Fourier e Proudhon; Marx-Engels e Bakunin; Turati, Labriola, Gramsci, Nenni , Saragat e Berlinguer. Di Craxi, perfino. Si infrangono contro il muro inconsistente della democrazia virtuale, fatta di ammiccamenti e di parole,di realismo sciatto e interessato, che niente ha a che vedere con la sostanza vera dei problemi della gente. Hanno distrutto un pezzo della Storia, privandola di un pensiero che nella dialettica politica agitava le coscienze e induceva a riflettere sul che e come agire nell’organizzazione sociale, sia come singoli che come cittadini. Siamo rammaricati per la loro sconfitta, totale e senza giustificazioni; nel contempo, siamo preoccupati nel sentire che gli stessi vogliono "rifarsi", per gli ulteriori danni che possono arrecare. 21/ 04/ 2008 |