La Voce del Quartiere


AVANTI, INDIETRO TUTTA

di
Luigi Antonio Gambuti

Si ricomincia, in un Paese bloccato alla permanenza perché orfano di sviluppo, peggiorato nelle sue condizioni politiche, economiche ed etico morali.
Se ne sono viste tante in questa estate rovente come non accadeva da anni.
Scoppiata la crisi finanziaria globale, la nostra politica economica si è trovata impreparata e spiazzata per affrontare le conseguenze che ne sono derivate, e si è prodotta in tutta una serie di togli e metti, aggiusta e scassa, sino a sfociare in un maxi decreto, frutto di quattro precedenti tentativi gestiti dal tira e molla tra Bossi e Berlusconi, una manovra finanziaria che fa scontenti tutti, specialmente coloro che sono scontenti per destino, per via delle condizioni di disagio e di precarietà che si trovano a vivere.
Non serve qui elencare parole fatti e persone attraverso i quali si sono delineati gli eventi del nostro tempo di vacanza.
C’è stata vacanza di tutto.
Del lavoro, della coerenza, del senso di responsabilità, dell’onestà e della competenza, del riposo meritato, della speranza e della fiducia in un autunno migliore di quello che già di per sé rappresenta il nodo gordiano delle difficoltà del Paese.
Anche i mezzi d’informazione, "vacati" per comodità del potere e per insipienza di popolo, hanno registrato i fatti barcamenandosi fra l’avevo detto e le smentite , tra previsioni e proiezioni, tra denunce accuse e turibolazioni, per spiegare cosa mai stesse succedendo nel settore economico finanziario e come non sia stata capace la classe dirigente di affrontare l’emergenza che ne è derivata.
Abbiamo, noi che siamo cittadini di un "paese di m." così come certificato dal capo del governo, abbiamo subito la colonizzazione di Germania e Francia, messi sotto tutela dalla Commissione Europea, inondati di soldi per non farci fallire (visto che eravamo ben messi, a loro dire!), noi che ci siamo meritati l’immigrazione clandestina come regalo di Gheddafi, che siamo amministrati da un nano veneziano (ma non ci bastava un nano pelato?) e che siamo osservati dall’universo mondo per quanto siamo capaci di esprimere in termini di legalità e di efficienza, di onestà e di buoncostume, noi che siamo cittadini di un territorio che è stato culla di diritto e di cultura.
Dai delitti impuniti, dalle ore e ore di Sara , Yara e Melania Rea, dalle vicende pitrè-piquattro di Papa e Bisignani, dai Lavitola ai Tarantini, dai Penati ai Di Caterina, dai passi indietro richiesti e mai effettuati, dalle Ruby alle D’Addario, dalla faccenda navigando-navigando (allora è vero che se non la dai non vai da nessuna parte in questo paese!);dagli indignados nostrani alle oscene barzellette di Sacconi, all’insulto volgare verso la culona teutonica, sino alla trota padana che va per la maggiore sulle tavole di verde vestite; dall’infamia dell’articolo 8 che mette la vita dei lavoratori nella disponibilità degli imprenditori – non parliamo dei sindacati interni perché le RR.SS.UU. (attenti, non si tratta dei rifiuti solidi urbani!) lo sappiamo come vengono gestite - siamo ancora in attesa di incontrare l’uomo nuovo che traghetterà quest’arca sconquassata che tristemente abitiamo verso lidi esistenziali più sicuri , dove l’onesto va premiato e il delinquente va punito.
Perché oggi solo di questo si ha bisogno.
Di tracciare, finalmente, la linea che divide, per uscire da questo infelice pantano in cui ci hanno risucchiato.
Nel riconoscere il dovuto rispetto al sangue che gronda dal cuore del Cavaliere "perché ha dovuto mettere le mani nelle tasche degli italiani " e preoccupati per la deriva sanguinaria che sta devastando i giovani offuscati dalla violenza e dalla droga, facciamo nostro un aforisma attribuito a Nicola Ciletti, sindaco e pittore, che lo dettò in momenti, certamente, non sospetti, lasciando ai lettori valutare a quale tempo apparteniamo.
Diceva: " in tempi men leggiadri e più feroci si appendono i ladri in su le croci, in tempi men feroci e più leggiadri si appendono le croci in petto ai ladri".

13/09/2011